Pubblicazioni

 Alfred Adler

Inferiorità e compenso psichico

 

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” A più di cento anni dalla sua prima edizione tedesca, La Mimesis presenta, in elegante e accattivante veste tipografica, la traduzione italiana del volume. Sicuramente Adler con questa sua prima opera non ha raggiunto lo scopo che si era prefissato di formulare un’ ipotesi patogenetica valida per tutte le forme morbose, ma ha sicuramente posto le basi per l’ impianto teorico della sua teoria psicodinamica generale. Un pregio aggiuntivo dell’ opera è quello di testimoniare l’ apporto di Adler alla psicoanalisi tanto apprezzato da Freud in quel periodo anche se poi il dialogo si è interrotto e nessuno, in ambiente psicoanalitico, ha ripreso, ad esempio, parallelismi fra zone erogene e organi inferiori.”

 

 

Pier Luigi Pagani

Dalla pulsione aggressiva al sentimento sociale: sulle tracce del pensiero di Adler

 

Pierluigi Pagani

Pierluigi Pagani

Dalla pulsione aggressiva al sentimento sociale: sulle tracce del pensiero di Adler

 

 

 

 

 

Franco Maiullari

L’inferiorità e la compensazione 

 

Copertina del libro di Franco Maiullari. L'inferiorità e la compensazione: Principi di analisi adleriana per il terzo millennio.

Uno dei concetti che la cultura del secolo scorso ha quasi del tutto ignorato è quello di inferiorità.  L’impressione è che il concetto di inferiorità sia stato considerato inutile, o antiquato, forse perché ritenuto troppo rozzo nella sua essenzialità. Ma è anche possibile che sia diventato un concetto tabù perché tocca la falsa coscienza di chi si pensa superiore, o per nascita, o per bravura, o per fortuna. Chi ha il potere o ritiene di averlo, chi vive nel miraggio del potere come principale ragione di vita, forse rifiuta il concetto di inferiorità perché non vuole sentirsi uguale a quelli che il potere non ce l’hanno, o non riusciranno mai ad averlo. Inferiorità è un termine troppo scarno e diretto a cui si preferiscono termini più complessi, che però non cancellano la realtà di quegli individui che provano sulla propria pelle il senso di pochezza, o di nullità, insicurezza, incertezza, o di non essere considerati all’altezza da chi quell’altezza ritiene di possederla. È come se fosse stato rimosso da una cultura piena di sé, che in apparenza viaggia luminosamente verso la perfezione, ma che ha sempre meno pazienza di guardarsi indietro, forse perché ha paura di vedere che le sue imperfezioni e i suoi limiti essenziali, cioè le sue inferiorità costituzionali, sono ancora tutte lì, sempre oscure e misteriose come il fondo dell’universo.